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Divisione delle parole

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La divisione in sillabe delle parole in fine di riga non è più un problema del compositore, essendo spesso egregiamente svolto dai programmi di word processing o di impaginazione utilizzati al fine della composizione del libro. Tuttavia, in alcuni casi possono sorgere dubbi sull'affidabilità dell'algoritmo usato dal software, e allora per sillabare correttamente il testo sarà opportuno, oltre che rispolverare le nostre personali conoscenze delle regole di divisione apprese a scuola, ricorrere, meglio ancora, all'aiuto di un buon vocabolario.

Quasi tutti i vocabolari attualmente riportano la divisione in sillabe. Per esempio, il Grande Dizionario Italiano dell'Uso di De Mauro dà la corretta divisione in sillabe del lemma appena dopo la trascrizione fonologica; nel Sabatini Coletti si trova appena dopo il lemma; ugualmente nello Zingarelli e nel Devoto Oli, per citare i maggiori. Il Vocabolario della lingua italiana Treccani (1994) non dà la divisione in sillabe tanto nell'edizione cartacea quanto nella versione online, peraltro pregevole e completa.

Fra le risorse online gratuite che offrono la divisione in sillabe è possibile consultare il Grande Dizionario Italiano di Aldo Gabrielli sul sito delle librerie Hoepli.

Per ricercare un lemma nel Sabatini Coletti, edizione del Corriere della Sera, e verificare la divisione in sillabe si può utilizzare il box:

 

 

L'intervento del compositore, meglio ancora del correttore di bozze, si appunterà principalmente, data per buona la divisione operata dal software nell'andare accapo, su quei casi che pur formalmente corretti destano dubbi o poco si raccomandano quanto a sensibilità.

Va tenuto in ogni caso correttamente impostato dove possibile il numero di lettere prima e dopo il trattino di divisione, in modo da evitare quantomeno di andare a capo con una sola lettera in quelle parole che hanno sillabe iniziali o finali costituite da una sola lettera, come avviene con e-li-ca, a-be-te, ne-re-o ecc. Così non si va a capo con io, tuo, suo, ora, amen, era, ode, due, uso, una ecc. benché la divisione in sillabe sia formalmente corretta.

Inoltre i software specializzati di impaginazione permettono di decidere il numero di righe consecutive che potranno essere sillabate per evitare di avere un margine destro straordinariamente denso di trattini che non può dirsi — si capisce — proprio un belvedere.

In fine di riga, va evitata la separazione di termini la cui parte divisa avrebbe di per sé senso compiuto per non confondere il lettore. Bisognerà perciò porre attenzione nell'andare a capo con parole del tipo rima-nenza, muli-nelli, cara-mella.

Non vanno poi separate in fine di riga le grandezze numeriche dai simboli delle unità di misura che le accompagnano; si farà in modo di far risalire il simbolo oppure di mandare alla riga successiva il valore numerico. Questo può essere ottenuto facilmente inserendo fra il valore numerico e il simbolo relativo, al posto di uno spazio di punteggiatura, uno spazio cosiddetto 'non divisibile' oppure 'unificatore', battendo Maiuscolo + Ctrl + X in InDesign, Ctrl + Maiuscolo + Barra spaziatrice in MsWord sotto Windows.

Si intende che le unità di misura espresse per esteso possano seguire la sillabazione ordinaria.

In generale non è opportuno separare i valori numerici dalle abbreviazioni che ad essi si riferiscono.

p. 15
n. 7
vv. 9-12

Analogamente, sarà meglio tenere la data e l'abbreviazione a.C. oppure d.C., ove presente, sullo stesso rigo.

44 a.C.
700 d.C.

Se possibile evitare di dividere una parola sulla pagina destra (recto) in modo che prosegua sulla sinistra (verso).

Letto 11735 volte Ultima modifica il Domenica, 10 Febbraio 2013 11:52
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